Here you go, questa è la copertina ad opera di Corrado Vanelli, una copertina che non mi fa impazzire, ma che dal vivo mi è piaciuta abbastanza. Però lo stile dle titolo è bellissimo, così come il ghirigoro subito sotto!
TITOLO: "Pandora"
AUTORE: Licia Troisi
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
QUARTA DI COPERTINA: << Pam ama la musica metal e il suo look estremo non la fa mai passare
inosservata. Eppure lei si sente invisibile. Perché nessuno la vede
davvero, oltre gli occhi bistrati di nero e i vestiti dark. Nessuno
tranne Sam, che vive in un palazzone alla periferia di Roma e, come lei,
è un escluso. I due ragazzi non si conoscono, ma i loro destini
collidono la notte di Halloween, quando un antico rito si compie:
durante una seduta spiritica, Pam apre un misterioso scrigno proveniente
dall’antico Egitto da cui si sprigionano gli Angeli della Morte, sei
demoni che si impossessano di corpi umani seminando terrore nel mondo.
Nulla sarà più come prima: Sam acquisirà il terribile potere di uccidere
con il tocco delle mani, mentre Pam diventerà davvero invisibile. Solo
con l’aiuto del nuovo amico potrà ritrovare gli Angeli della Morte che
ha liberato: perché il suo nome è Pandora, l’Apriporta. >>
I protagonisti di questo romanzo sono Pam e Sam, due ragazzini poco popolari, ciascuno con le sue particolarità (una dark e un "cattivo ragazzo"), che frequentano le scuole superiori a Roma. Si trovano l’uno sulla strada dell’altra per caso e hanno un incontro con il botto, letteralmente: Sam investe Pam con il motorino. Non posso dire niente su ciò che succede dopo, non senza rovinare la lettura, ma come si legge nella quarta di copertina entrano in scena dei demoni chiamati Angeli della Morte, contro cui Sam e Pam devono combattere per riavere la loro vita normale. I demoni sono stati liberati da Pam (abbreviazione di Pandora) quando ha aperto il famoso scrigno di Pandora, con il suo potere di Apriporta di cui è all’oscuro. Entrambi i ragazzi subiscono le conseguenze di questo gesto, tanto che Pam si ritrova davvero a essere invisibile come ha sempre desiderato e Sam è in grado di uccidere con il tocco della mano. Pam e Sam non sono gli unici personaggi in questo romanzo, ma al loro fianco ci sono gli scienziati Mara e Eugenio e diverse altre persone di cui non posso scrivere.
Anyway, tornando al mio commento. “Pandora” si legge tutto d’un fiato, davvero, tanto che l’ho comprato sabato pomeriggio al Salone del Libro di Torino e l’ho letto per intero la sera stessa, senza riuscire a staccarmi. Le pagine scorrono da sole, vuoi sempre sapere cosa succederà dopo questo o quel particolare evento e, insomma, tra una cosa e l’altra ti ritrovi alla fine del libro con il fiato sospeso… e ti accorgi che dovrai aspettare un altro anno (almeno) prima di sapere come continua la storia. Dal prologo (ambientato nel passato) all’epilogo, non puoi fare a meno di sentirti parte del racconto. Forse per lo stile di Licia, che a me è sempre piaciuto. Forse perché i protagonisti hanno più o meno la mia età, forse perché mi assomigliano sotto alcuni aspetti, non so… ma Pam e Sam mi hanno colpita per il fatto di essere delle persone qualsiasi. Delle persone con delle passioni comuni, anche se non quelle che più vanno di moda:
<< … i poster dei Nightwish alle pareti, la lampada a forma di drago, i libri fantasy sugli scaffali. >>
Inoltre, gli scontri sono descritti molto bene, come sempre, i buoni non sconfiggono i cattivi in un attimo e viene tenuto conto del fatto che gli Angeli della Morte hanno migliaia di anni di esperienza alle spalle. I poteri dei due ragazzi sono forti, ma ognuno ha i suoi limiti, non sono invincibili. Ed è sempre positivo vedere dei protagonisti che non si trasformano in supereroi indistruttibili in poco tempo (riferimento non troppo velato, per chi l’avesse letto, a “Goddess” di Josephine Angelini).
Un’ultima cosa, riguardo all’ambientazione di “Pandora”. La vicenda si svolge interamente a Roma, chiaramente una città del nostro mondo, ed essa viene descritta in modo che anche chi non ci è mai stato possa visualizzare nella propria mente i luoghi delle azioni. Ma non si tratta della Roma di tutti i giorni, dato che ci sono forze magiche all’opera: come avevamo già visto ne “La Ragazza Drago”, anche quei posti (o oggetti) che potrebbero sembrare comuni a volte nascondono altro al di sotto della superficie. Dunque, non c’è che dire, anche il setting del romanzo è assolutamente perfetto, adatto alla storia e ben raccontato in ogni momento.
Quasi dimenticavo di fare un accenno alla ripresa del mito di Pandora, a cui s'ispira anche il titolo dell'opera. Ci sono numerosissime versioni di questa leggenda e la mia preferita è sicuramente quella a sfondo olimpico (con gli dei greci e Epimeteo come coprotagonisti), ma in generale è uno dei miti che mi ha sempre colpita di più perché ha un collegamento con il mondo che conosciamo (i mali diffusi leggendariamente da Pandora, così come la speranza, sono ancora in circolazione!). Licia ha scelto di rimandare alla storia di Pandora attraverso la presenza dello scrigno, che invece di contenere semplicemente i mali del mondo rappresenta la prigione di demoni ispirati alla tradizione ebraica, e dando alla sua protagonista femminile il nome di un’antenata tristemente famosa. Ma Pam sembra essere molto diversa dalla sua omonima ed è pronta a riparare al danno che ha fatto combattendo gli Angeli della Morte, grazie ai suoi poteri di Apriporta (non l’ho specificato prima, ma un’Apriporta è una donna in grado di comunicare con la dimensione spirituale).
Insomma, non so cosa dire, se non che consiglio vivamente a tutti di leggere “Pandora”. Se qualcuno che lo ha già letto dovesse capitare sul blog, mi farebbe piacere se lasciasse un commento!
A presto,
Martina
P.S. Ci sono dei momenti del libro in cui sono stata davvero contenta che Sam avesse il suo potere: per esempio, la scena dei topi-zombie… non dico altro!
<< Non era finita, non sarebbe finita fino a quando non fosse nata l'ultima Apriporta. >>
<< Pam indietreggiò e finì con la schiena contro la grata dell'ascensore. Fu allora che si accorse di una cosa che aveva avuto sotto gli occhi fin da quanto si era svegliata dopo l'incidente: il suo cuore non batteva, il suo petto non si alzava e abbassava nel respiro. Era morta. >>

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